Sabrina Sanza : Elisir d’Amore – Teatro alla Scala, September 2026 – Reviews

È però con Sabrina Sanza che la serata cambia decisamente passo. La giovane interprete non soltanto svetta all’interno di questo secondo cast ma, considerando entrambe le recite ascoltate, si impone come la personalità vocale e artistica più compiuta dell’intera compagine. Colpisce anzitutto la padronanza assoluta della condotta vocale, declinata attraverso alcuni dei principi cardinali del belcantismo inteso come categoria estetico-vocale tout court: emissione fluida, attacchi morbidi, legato impeccabile, controllo del passaggio di registro, soavità emissiva e acuti saldissimi, liberi da qualsiasi pressione o forzatura, messe di voce, filati e acuti saldi e brillanti. A ciò si aggiunge una straordinaria duttilità dinamica e agogica. La dinamica diviene così autentico veicolo dell’espressione, continuamente modulata in rapporto alla parola e alla situazione drammatica. La voce si proietta inoltre in sala con estrema naturalezza, libera, brillante e ricca di armonici; il timbro, accattivante e suadente, possiede una felice componente chiaroscurale che amplia ulteriormente la tavolozza espressiva. Convince, inoltre, sul versante della espressivita’ attoriale che sembra scaturire da un’unica concezione interpretativa. Ne nasce un’Adina dotata di realismo psicologico, intimismo e profondità, capace persino di trascendere alcuni limiti dell’impostazione registica attraverso una personale e istintiva interiorità. OperaClick
Die junge italienische Sopranistin Sabrina Sanza gab eine Adina mit hervorragender Belcantotechnik, flexibler Stimmführung, getragenem Legato und darstellerischer Intelligenz. Besonders bei „Il mio rigor dimentica“ wirkten die Läufe und Verzierungen exakt und nahezu mühelos. Auch die Spitzentöne gelangen ihr ohne Druck und vor Allem ohne Schärfe. Klassik Begeistert
Sabrina Sanza, già promossa nelle produzioni di Voceallopera dirette da Gianmaria Aliverta (e qui lo dico e lo sostengo: si impara di più in quel frangente conviviale, che nelle sussiegose accademie istituzionali) è Adina; canta con gusto, esegue tutte le variazioni, sale facilmente alle puntature acute, appare toccante nell’aria “Prendi, per me sei libero”… ovviamente a mani vuote. I Teatri dell Est
Sabrina Sanza offered an Adina with a pleasant timbre rich in harmonics, generous volume and precision in the uppermost notes. The legato was well sustained, the diction correct, the projection adequate, and the high register was handled with assurance. The Neapolitan soprano did not particularly stand out for her stage presence either, as there was a considerable lack of connection with Nemorino in the duet “Chiedi all’aura lusinghiera” and a certain immobility in the aria “Benedette queste carte,” where an important opportunity was lost to build a more convincing relationship between the theatrical and musical dimensions. From a vocal standpoint, Sanza was solid and secure, even allowing herself some charming variations in her arias. OperaWire
Molto apprezzata anche Sabrina Sanza nel ruolo di Adina, che ha brillato per il suo lirismo limpido e il fraseggio cesellato, mostrando una padronanza del mezzo vocale e una naturalezza espressiva che ne fanno un’artista destinata a volare molto alto. Una nota di merito anche la varietà dinamica che è riuscita a sfoderare, nell’alveo di un’interpretazione elegante, raffinata e mai ostentata. La Voce di New York
Con l’Adina di Sabrina Sanza che svetta su tutti. Cura del suono meticolosa, voce di luce e velluto, acuti sempre a fuco, intenzioni e presenza scenica sempre sul testo, capace di calamitare l’attenzione, senza mettere in ombra gli altri. Pierachilledolfini